Se vi trovate a Union Square, passeggiate verso nord all’altezza dell’East 20th Street e la 3rd Avenue vi imbatterete nel delizioso Gramercy Park. Purtroppo potrete osservarlo soltanto da dietro le sbarre che lo circondano, in quanto è privato ed agibile soltanto dai pochi eletti che abitano nei palazzi che lo circondano. Se però siete cinefili accaniti correte a vederlo, perché è uno dei luoghi di New York più importanti per quanto riguarda i film che vi sono stati girati.
Partiamo dal 16 del Gramercy Park, sede del celeberrimo club teatrale Players, fondato nel 1886. Tra gli attori che nel tempo sono stati o sono tuttora soci di questo club prestigioso figurano John Barrymmore, Keith Carradine, Joseph Cotten, Hume Cronyn, José Ferrer, Richard Gere, Rex Harrison, Hal Holbrook, Raul Julia, Jack Lemmon, Burgess Meredith, Frank Sinatra e Sir Laurence Olivier.
Questo è invece il 34 di Gramercy Park, dove ha abitato per anni Margaret Hamilton, che molti ricorderanno per essere stata la Strega Cattiva dell’Ovest nel mitico Il mago di Oz (1939) di Victor Fleming. Nell’edificio hanno vissuto anche Keith Carradine, Mildred Dunnock e il grande James Cagney.
Proprio accanto, al 36, ci ha vissuto John Barrymore tra il 1910 e il 1916.
Questa invece è l’entrata del Gramercy Park Hotel, che prima si trovava al 52nd della piazza ma adesso è sulla 3nd Avenue. Poco importa, sono davvero due passi. I più scaltri di voi lo riconosceranno nel bellissimo Quasi famosi (2000) di Cameron Crowe – ci alloggia la band protagonista del film, gli Stillwater – oppure ne L’ombra del diavolo (1997) di Alan J. Pakula, con Brad Pitt e Harrison Ford.
Chiudo la carrellata su Gramercy Park col piatto forte, il National Arts Club, fondato nel 1845 e interamente ristrutturato nel 1880 circa. Tra i suoi membri troviamo Robert Redford, Ethan Hawke, Uma Thurman, il grande e compianto Dennis Hopper. Come set l’esterno è stato adoperato da Woody Allen per una scena di Misterioso omicidio a Manhattan, e anche da John McTiernan per il suo scialbo remake de Il caso Thomas Crown, che in Italia era uscito col titolo Gioco a due (1999)
Devo adesso ringraziare Mr. Sean O. McElroy, che qualche giorno fa mi ha concesso di entrare per pochi secondi nel National Arts Club e scattare le foto che vedrete da qui in avanti. Mi sono permesso di insistere con Mr. McElroy perché tra i membri del club c’è anche Martin Scorsese, che nel 1993 l’ha adoperato per girare uno dei film del decennio e uno dei suoi che preferisco, L’età dell’innocenza. Vi ricordate quando, finita l’Opera nella prima sequenza, tutti i nobili di New York si radunano per il ballo? Il protagonista Newland Archer – un grandioso Daniel Day-Lewis - nell’arrivare nel salone principale della casa passa attraverso una selva di elegantissimi salotti, arredati con le più svariate opere d’arte. Scorsese riprende il tutto con un carrello sinuoso e folgorante, di quelli che un tempo erano il suo marchio di fabbrica. Ebbene, quella straordinaria inquadratura è stata girata nei piccoli salottini del National Arts Club. Ecco come sono oggi i luoghi che sono stati setting di quel film immenso. E’ stata ovviamente un’emozione enorme potervi entrare, anche se soltanto per gli istanti necessari a scattare le foto che vi propongo. Spero vi restituiscano l’amore che ho per L’età dell’innocenza.


